Il cazzo più lungo

  • Scritto da Giovannaesse il 29/03/2023 - 23:10
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Ho ricevuto questa mail e ve la ripropongo pari, pari. Mi è piaciuta troppo per cambiarla... spero vi diverta e vi emozioni com'è successo a me. “Gentile Giovanna, mi chiamo Gina e non sono più una ragazza, infatti ho 60 anni. Nonostante figli e nipoti non potrebbero mai immaginarlo,a volte, di mattina quando sono da sola, leggo qualche tuo racconto. Mi ci sono imbattuta per caso, attratta da un titolo che credevo trattasse ben altro: “La Madre”.

Come puoi immaginare non sono particolarmente brava col computer ma non essendo nata ieri so anche che ci sono siti pornografici; non avrei mai il coraggio di andarci per due motivi, primo perché ho paura che i ragazzi se ne accorgano e poi perché queste cose non mi eccitano particolarmente.

Ma torniamo a noi; cercando qualcosa da leggere, mi imbattei nel tuo racconto e solo dopo qualche capitolo capii dov'ero finita (sorrido)! In piena sincerità devo dirti che nonostante mi accorsi che era un racconto erotico non volli smettere di leggere e ti devo fare i miei complimenti perché l’ho trovato molto bello, nonostante le descrizioni, a volte, pornografiche. Sorrido ancora di me stessa e mi pare impossibile che sto scrivendo di queste cose; comunque mi sono ripromessa di essere sincera e lo farò! Mi è talmente piaciuto il tuo modo di scrivere di certe cose, che, per me, è diventata una piccola trasgressione casalinga leggere i tuoi racconti (anche quelli tradizionali mi sono molto piaciuti). Sono una donna all'antica e quel calore pruriginoso che trasmettono certe tue storie è già tanto per me. Poi, mio marito non sta bene e sono alcuni anni che non abbiamo più rapporti; viviamo come fratelli, per intenderci. Seguendoti mi sono imbattuta anche in questa rubrica sull'uso di oggetti erotici, e da questo nasce la mia lettera. In qualche modo ha risvegliato un mio ricordo del passato e mi è venuta una gran voglia di parlarne, come se volessi sentirmi protagonista per un momento, perché, cara amica, anche a me, nonostante la “vecchiaia” è capitato di avere per casa un oggetto erotico. Circa 30 anni fa, mio marito era in trasferta a Milano; da poco avevano aperto i primi Sexy Shop.

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Infine c’era un pene di gomma, non potevo sbagliarmi visto che era un lungo tubo, color carne, e si vedeva chiaramente la forma del glande, a grandezza naturale. Non era particolarmente grosso, ma era veramente stranissimo, almeno per me. Innanzi tutto avevo pochissima esperienza di membri “veri”, figuriamoci di falli di gomma. Nemmeno sapevo com'erano fatti. Nonostante tutto, quello che vidi mi sembrò veramente incredibile; era un tubo a forma di cazzo (scusa il linguaggio, ma l’argomento, alla fine, è quello ah ah) solo che era lunghissimo, credo circa mezzo metro, e aveva il glande da tutti e due i lati... come spiegare, come se i cazzi fossero due. Non capivo assolutamente il motivo di quella strana forma e nemmeno come mai la scelta di mio marito fosse caduta su quell'oggetto.

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All'inizio mio marito lo usava per infilarmelo in figa e poi lo muoveva con la mano, intanto poteva darmi piacere con l’incessante leccare. Sono clitoridea e con la bocca mi ha dato gli orgasmi più belli e più lunghi della mia vita. Poi, quando prese dimestichezza con l’oggetto e si rese conto che anch'io amavo lasciarmi andare, cominciò a usarlo per scavarmi il sedere fino a trovare il coraggio di incularmelo. Fu così che scoprì che non avevo grosse reticenze a fare sesso anale, solo che non avevo mai avuto il coraggio di confessarglielo. Spesso mi scopava davanti, mentre dietro avevo il dildo ben infisso tra le natiche; altre volte lo tenevo in figa, mentre succhiavo il pene del mio uomo. Insomma, quel coso era un vero portento. Mio marito imparò che amavo l’inculata e iniziò a prendermi anche da dietro con sua (e mia) soddisfazione. Cara Giovanna non essere troppo sorpresa, ricorda che la mia generazione, specialmente in provincia, era ancora abbastanza succube del concetto di verginità fino al matrimonio. Ma chi resisteva? Credimi, ti posso garantire che le ragazze di un tempo non se ne stavano con le mani in mano... allora si facevano tantissimi pompini e quasi tutte non solo avevamo il culetto rotto ma, le più passionali, usavano l’ano come una vera figa, provandoci un gusto estremo e venendo come, e meglio, del semplice orgasmo vaginale. Infatti, in gran segreto e nelle più assurde situazioni, si cominciava a prenderlo intorno alla prima pubertà, e si continuava a lasciarsi sodomizzare fino al matrimonio, che in genere avveniva ben dopo la maggiore età! Ma non è finita. I giochi che quel lungo pene doppio ci ha permesso non lasciarono perplesso solo il mio amore, anche per me ci fu una sorpresa del tutto inattesa. La prima volta avvenne una sera in cui eravamo del tutto soli. Mio marito mi fece voltare nel letto e, pian piano, da dietro, usando molta vaselina, mi penetrò il culetto con estrema dolcezza. Quello che fece dopo, essendo io voltata e delicatamente rilassata, ci misi un po’ a capirlo. Mio marito si voltò a sua volta; sentii il pene che si muoveva in modo disconnesso, segno che lui stava armeggiando col tubo, ma non sapevo cosa facesse. Alla fine si placò, come si fosse calmato, e rimase immobile. Continuavo a non capire bene, finché, tastandomi il sedere con le dita, mi accorsi che i nostri culi erano di fronte e che, incredibilmente, il cazzo era infisso anche dietro del mio uomo. In poche parole il mio “maschio” subiva la stessa penetrazione anale che stavo ricevendo io. Provai una sensazione tremenda, incredibile, e ci misi un po’ per accettare la situazione, ma poi presi la cosa con estrema dolcezza. Credo che quella sia stata una delle notti d’amore più belle che io abbia mai provato... Forse è inutile dirti che, da quella volta, tante cose sono cambiate tra noi, intendo sessualmente, ed io mi sono sentita di fare cose che, se ci penso adesso, mi sembrano impossibili. Abbiamo giocato ancora con quell’oggetto di piacere, provando posizioni che altrimenti mi sarebbero state precluse. Ricordo che

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Non entro nel merito erotico del racconto, ma devo confessare che leggo con sempre maggiore perplessità le considerazioni sull'età e concludo che questa è solo una questione di testa e di spirito con il quale la vivi. La protagonista si descrive quasi come una vecchietta e parla del periodo della sua gioventù come se fossero gli anni cinquanta, mentre erano gli ottanta e si scopava come dannati. Io ne ho 57, quindi sono sua coetanea, ma affronto la vita con la mente di una di venticinque e mi vesto come una di trenta. Spero che anche lei, iniziando a leggere questi racconti, ritrovi gli stimoli della giovinezza anagrafica, perché, volendo, si può avere, sentirsi e vivere l'età che si preferisce. Tanti baci, Monica
Grazie, cara Monica, per il tuo prezioso intervento. Tutte, credo, vorremmo tanto essere perennemente 30enni (altrimenti le case di cosmesi, i laboratori di estetica e le case di moda sarebbero già fallite eh eh). Da un lato è uno sprone, che spero in molte leggano, a non lasciarsi andare a causa degli anni che passano, dall'altro però, mi sento di spezzare una dolente lancia a favore di chi, come tante, non ha l'opportunità o la forza di carattere per imporre a se stessa una disciplina coerente e costante, come succede a persone come te. Ancora, non va sottovalutato il problema (?) dei figli, soprattutto per come si presenta oggi, un'epoca veramente particolare. Noi, nonostante le nostre mamme di una vecchia generazione, comunque già dopo i 16, per lavoro o per svago, non stavamo praticamente mai in casa, badavamo spesso a noi stesse e tante, già a 18, si davano da fare lavoricchiando, pur di garantirsi quell'indipendenza e quella voglia di "andare" tipica appunto degli anni 80/90. Oggi, questi benedetti ragazzi restano tali fino a 30 anni e più, superati i quali spesso ad a ccasarsi e a rendersi realmente indipendenti non ci pensano nemmeno. E i genitori, specialmente le mammine, che possono fare, dopotutto per la mamma un figlio è sempre "il suo piccino".

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