La mamma della mia troietta

  • Scritto da Tuttofareaperto il 14/12/2023 - 13:04
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Salve, sno uno studente fuorisede dalle vedute estremamente aperte in fatto di sesso e vi voglio raccontare di come ho perso la mia verginità anale.

Stavo con Carla gia da qualche mese, si chiama Carlo in realtà ed è una meravigliosa Sissy. La avevo sulle mie ginocchia con il culo all' aria, glielo stavo stantuffando con due dita quando il suo cellulare squillò. Era una cosa che non tolleravo, sopratutto quando stavo scopando ma per cui, senza togliersi dalle mie ginocchia e con ancora le mie dita nel culo rispose.

Era sua madre, le chiedeva se voleva venire a cena da lei con il suo ragazzo, cioè io. Rimasi abbastanza basito, non pensavo che Carla avesse parlato di me a sua madre, per di più non mi aveva mai parlato della madre, sapevo solo che era stata comprensiva quando aveva fatto outing. In fondo non mi costava nilla incontrarla quindi feci cenno di si a Carla che lo comunicò alla madre.

Carla era la mia troietta, ci siamo conosciuti in università ed io non sospettavo mimimamente che fosse gay e tantomeno una sissy, lo scoprii quando la invitai a casa mia per studiare ed invece me lo prese in bocca con una maestria unica. Il tempo di lubrificarmelo per bene con la saliva dopo di chè mi invitò a riempirle il culo con il mio cazzo mentre lei si mungeva il suo. Personalmente la trovo eccitantissima ma con lei non andavo più in là di farle una sega.

Quando ci venne ad aprire la porta rimasi felicemente colpito dal fatto che sua madre era una figa da paura. Alta e bionda una quarta di seno, labbra palesemente rifatte come le tette che stavano più fuori che dentro l' attillatissima maglietta, pantaloncini che fasciavano lo slpendido culo con le chiappe bene aperte.

  • Vieni Marco (che sono io) accomodati, Carla mi ha parlato molto di te- disse con uno sguardo chiaramente ammiccante. Speravo solo che non le avesse raccontato le porcate che le faccio quando scopiamo! Ed invece pareva proprio di si, perchè dopo i convenevoli di rito e la cena se ne uscì con queste parole.

-Comunque Carla mi ha fatto vedere le foto del tuo cazzo ed è proprio un cazzo bello grosso e so che lo usi anche molto bene con mia figlia;lei ha sempre amato i cazzi grossi! - E così dicendo mise una mano sul pacco di Carla.

-Mamma isomma mi devi sempre fare vergognare davanti ai miei ragazzi- sbottò Carla.

  • Ma figurati amore mio se Marco si imbarazza, tanto lo sa quanto sei troietta.-aggiunse

  • No signora non c'è nessun problema si figuri- tentai di sdrammatizzare anche se ero nell' imbarazzo più totale. Ma poi le cose si fecero più piccanti, molto più piccanti.

  • Ma mia figlia come la prendi? A pecorina o alla missionaria, a sedere forse, io so che adora prenderlo a pecorina mentre si fa una sega- Vero amore mio!? Ti seghi quel piccolo e inutile cazzetto mentre ti scopano il culo, vero amore mio!? Pensa Marco-continuò la madre- che per il suo diciottesimo compleanno ha voluto come regalo di essere accomagnata in parcheggio di camionisti dove se la sono scopata per tutta la notte- Aggiunse.

Io ero impietrito ma sentivo anche che il mio cazzo stava iniziando a gonfiarsi.

-Dai Marco, perchè non mi fai vedere come incuili mia figlia? Carla avanti mettiti a pecorina e fatti aprire per bene quel buchetto del culo che Marco mi sembra già eccitatissimo.

  • S...signora io, dovrei andare ora, non mi...- provai a parlare ma la voce non mi usciva e le gambe non si muovevano. Ora che mi ero alzato in piedi si poteva notare però la mia monumentale erezione.

-Avanti non fare il timido Marco, ora ti tiro fuori quel bel cazzone dai pantaloni- Carla intanto aveva obbedito senza fiatare e si era appoggiata al tavolo, si era tolta i pantaloni e il perizizome e stava in attesa del mio cazzo. Sua madre venne verso di me, mi abbassò la lampo e mi tirò fuori il cazzo e tenendolo. Non manco di toccarlo per bene, palle comprese e mi guidò verso il buco del culo della figlia.

  • Dai Marco fammi vedere come fotti la mia adorata troietta.- Carla mi mi guardava ansiosa di ricevere cazzo e sborra, cosi mi bagnai la cappella con la saliva e iniziai a penetrare Carla. La madre si era seduta sul divano e con una mani si tastava le tette da dentro la maglietta mentre con l' altra si strofinava la figa.

Un vero paradiso dei sensi, il mio cazzo entrava ed usciva dal culo di Carla mentre il suo cazzetto ciondolava al ritmo delle mie spinte, poi ritornai a guardare la madre (signora Laura) che si toccava. Solo che questa volta, lì dove non ci doveva essere niente, c'era la sagoma di quello che sembrava un cazzo enorme, un boa dentro i pantaloncini della signora. -Sei stupito Marco, guarda che anche io ho un bel cazzone-

fine parte prima

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