Vacanze in Giamaica – Parte Uno (Ingrid 1) - Sottotitolo: Like a vergin

  • Scritto da Lizbeth il 04/05/2024 - 15:52
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Mi chiamo Ingrid Lindström e sono la madre di Lizzy. Ho scoperto questo sito grazie a lei, che a quanto pare ha un'ottima fantasia. Leggendo alcune storie, ho pensato che, essendo in pensione, potrei raccontare un po' delle esperienze che ho vissuto dopo il divorzio. Così eccomi qui, pronta a immergermi nei ricordi, sperando di trovare qualcosa di interessante.
Prima di tutto, so che è importante descrivermi fisicamente, anche se le storie che racconterò spazieranno su un arco di 20 anni, durante i quali il mio corpo è cambiato continuamente. Sicuramente non sono più bella come un tempo, né tanto affascinante quanto mia figlia, sulla quale vi siete concentrati ultimamente. Nonostante ciò, non mi reputo ancora da buttare, e penso che la mia eleganza compensi la bellezza persa. Il mio viso è segnato dall'esperienza, e le rughe lo rendono seducente. I miei capelli biondi, con un po' di aiuto, riflettono ancora la luce del giorno. Gli occhi azzurri, a quanto pare penetranti, non trasmettono certo dolcezza. Nonostante l'età, cerco di mantenere la forma, con delle curve generose e un seno rigoglioso. Non so cos'altro dire, ma fornirò ulteriori dettagli nelle mie storie

Direi di iniziare la mia avventura dalla prima ufficiale dopo il divorzio, nel lontano 2003. Ricordo ancora vividamente il momento in cui, dopo aver firmato gli ultimi documenti per la fine del mio matrimonio, fui invitata a cena da Sabrina, mia cognata. O forse dovrei dire ex cognata, considerando la nuova situazione. In ogni caso, lei è sempre stata come una figlioccia per me, avendo avuto il piacere di esserne la madrina al suo battesimo, dato che è ben quindici anni più giovane di me e addirittura venti rispetto al mio ex marito.

Sabrina è sempre stata una persona allegra, sin da quando era bambina. Ricordo i tempi in cui le facevo da babysitter e devo ammettere che sapeva come tenere viva l'energia intorno a sé. È alta, con un corpo atletico e dei lineamenti decisi. I suoi capelli neri, all'epoca tagliati corti a caschetto, le davano un'aria sbarazzina, mentre i suoi occhi nocciola erano incredibilmente magnetici. Ricordo che aveva una taglia abbondante e un leggero incarnato abbronzato.

Tornando alla cena, quella sera mi invitò ufficialmente per annunciarmi una grande novità. In quel periodo, ero un po' giù di morale, ma essendo Sabrina a farmi l'invito, non potevo certo rifiutare. In poche parole, la pazza aveva deciso di regalarmi un viaggio di dieci giorni in Giamaica per festeggiare il mio divorzio e darmi un po' di distrazione, come ella stessa disse.

Così, arrivò maggio e ci imbarcammo per questa incredibile avventura.

I primi giorni ci servirono per ambientarci e già allora ricevemmo inviti per uscire a cena, si sono una brava persona e dico cosi, quando scrivo invito voi dovete leggere scopare. Finché una sera non fummo abbordate da due nativi giamaicani, senza perdere tempo, ci offrirono il loro pene in cambio di 50 euro complessivi. Io e la mia compagna di viaggio di guardammo imbarazzate, era la prima volta che mi chiedevano soldi per fare sesso, la cosa mi sembrò strana, ma come seppi dopo, era una prassi dell'isola.

I loro nomi erano Marcus e Jamal.

Il primo, leggermente più maturo, emanava calma da ogni parte del suo corpo, come si poteva vedere dal suo sguardo sereno. Aveva una chioma grigia raccolta in dreadlocks, e indossava una camicia colorata abbinata a pantaloni ampi. Le sue spalle larghe facevano intuire muscoli ben definiti anche sotto gli abiti.
Jamal, invece, era decisamente muscoloso grazie alla sua giovane età e alla dedizione all'attività fisica. I suoi dreadlocks erano più corti e adornati con piccole perline colorate. Mentre Marcus irradiava serenità, da Jamal traspariva un'anima ribelle. La sua carnagione scura era testimonianza del tempo trascorso al sole, e indossava soltanto degli short che mettevano in evidenza un petto impressionante e gambe forti e atletiche.
Per un istante, immaginai che potessero essere padre e figlio, ma poi tornai alla realtà. Dopo aver scambiato qualche parola con Sabrina, tirai fuori i soldi e, senza pensarci troppo, li accompagnammo al nostro bungalow, pronti per iniziare un'avventura indimenticabile in quel paradiso tropicale.

Quando siamo giunte a destinazione, ho chiesto alla mia compagna se preferisse utilizzare la stanza da letto o la sala. La sua risposta mi sorprese molto: voleva che fossimo insieme. Anzi, insistette che la vedessi fare sesso. Già mi sentivo a disagio, ma quelle parole aumentarono il mio imbarazzo. Avevamo quei due uomini di fronte a noi e non sapevo come comportarmi. Il mio unico pensiero era che fosse la mia prima volta con un afroamericano e mi chiedevo se le varie leggende fossero vere. Non passò molto tempo prima che ottenessi la conferma.
Dopo qualche secondo, che mi sembrò un'eternità, alzai la testa e vidi quelle due statue che sorridevano. All'inizio non me ne accorsi, ma appena notai un bazooka mi resi conto che erano già nudi. Le loro proboscidi erano smisurate e quasi mi pentii al solo pensiero di ricevere quell'arnese dentro di me.

Ero ancora immobilizzata mentre Sabrina non perse tempo; con la sua agilità giovanile, si trovò subito in mezzo a loro due e li baciava. Con la mano destra masturbava Marcus e con la sinistra Jamal. Le loro lingue si muovevano in un vortice, mentre le mani del più maturo erano posizionate sul suo seno e quelle del più giovane sul suo sedere.
Poi, Sabrina si girò verso di me e disse in modo autoritario: "Che aspetti? Ti vogliono."
Non ero così eccitata da anni, e fu in quel momento che decisi: "A chi importa?" Mi tolsi la camicetta, rimanendo in topless, e con passo risoluto, per evitare di pentirmi, mi diressi verso Marcus, quello che mi affascinava di più. Mi inginocchiai davanti al suo membro. Visto da così vicino, sembrava ancora più imponente, e leccai quel "gelato al cioccolato". Dopo un momento di incertezza, la mia lingua si mosse da sola su quell'asta di bandiera. Mi sentii rinascere, e non sto scherzando.

Sabrina era sparita, ma non mi importava. Presi in bocca quel cazzo enorme, rischiando di soffocare. Quando alzai lo sguardo, lui stava godendo del pompino con lo sguardo rivolto al cielo. Il suo corpo nudo era uno spettacolo. Era durissimo. Mi rialzai con il suo cazzo in mano, fissandolo provocatoriamente, e gli dissi, con il mio inglese incerto: "Allora, fammi godere".
In quel momento intravidi Sabrina, con le mani appoggiate sul tavolo. La sua gonna era sparita e il suo uomo la stava scopando con gusto, con le mani sui fianchi. Emise un gemito erotico.
Marcus mi accarezzò i capelli. Appoggiai la mia gamba sinistra al suo fianco quasi automaticamente. Non passò neanche un secondo che il suo cazzo entrò in me, provocando un urlo di piacere che quasi ha spaventò Sabrina, ma quando notò che mi stavo divertendo, mi sorrise. Sentivo il suo enorme cazzo fino in fondo. Avevo il suo viso tra le tette e mi stava mordicchiando. Se fossi stata al suo posto, avrei chiesto più soldi per un godimento del genere.

Il suo pene mi riempì il cavo vaginale. Vidi Sabrina camminare verso il divano, sedersi e aspettare il suo uomo. Mi girai, volevo guardarla. Lei aprì le gambe e il suo partner si inginocchiò davanti alla sua bellezza e la leccò. Ho sempre avuto un'attrazione saffica sin da ragazza, ma non l'ho mai esplorata a fondo. La trovai stupenda ed eccitante. Il suo enorme seno armonioso spiccava sul suo corpo atletico. Il suo uomo doveva saper usare la lingua, visto quanto ansimava.
Anche Marcus non rimase a guardare, le sue mani circondarono il mio seno, attirandomi a lui. Mi stringeva forte, mi massaggiava, direi che mi masturbava. Io gli misi il braccio destro dietro il collo per spingerlo verso di me. Sentivo la sua erezione contro le mie gambe, come una torre di Pisa.
In quel momento pensai: "Muoviti".
Non si fece attendere. Sentii la sua cappella aggirarsi attorno al mio ano, ebbi paura, non volevo quel coso enorme dentro di me. Per fortuna cambiò idea e, continuando a stringermi il seno, inserì il suo membro nella mia vagina. Le porte di Damasco si spalancarono e il piacere si diffuse dentro di me.
Intanto Jamal si stancò di leccare Sabrina e, con la rapidità degna di Usain Bolt, spinse il suo pene dentro di lei e iniziò una gara di gemiti, vinta da Sabrina, a giudicare dai suoi continui urli.

Un'altra intuizione mi colpì: volevo baciare la mia ex cognata. Era la prima volta che provavo questo desiderio, e volevo realizzarlo con lei. Mi divincolai dal mio stallone e mi avvicinai al divano. Le diedi un leggero bacio sulle labbra, che lei ricambiò. Ma invece di sedermi, fu Marcus a farlo. Rimase lì a guardarmi per un istante con l'erezione in mano.
In quel preciso momento, mi venne in mente una pazzia. Posizionai i piedi sul divano, mi voltai di spalle e spinsi il mio culo verso il viso di Sabrina, che intuì il mio desiderio e infilò la lingua nel mio ano. I brividi mi corsero lungo la schiena.
A completare il quadro, il mio nero maturo iniziò a dare vigorosi colpi alla vagina, con la sua mano destra. Ad ogni colpo rispondevo con un urlo. Credo di non essere mai stata così eccitata in vita mia e, devo ammettere, dopo anni di vita matrimoniale, mi sentii finalmente me stessa.

Sentii che mancava qualcosa nel quadro erotico, e mi è tornò in mente un porno visto di recente nelle mie notti solitarie dopo la separazione. Una bellissima bionda lo prendeva nel culo, dando le spalle al suo mandingo. Ero consapevole che fosse una posizione pensata per le telecamere, ma volevo provarla.
Per fortuna, ero una donna atletica. Mi misi in piedi sopra Marcus. Dalla mia vagina grondavo umori, come un fiume in piena. Appoggiai il mio sedere sul suo petto e lentamente scesi verso il suo manico. Lui lo teneva ancora in mano, masturbandosi guardando sia la mia bellezza sia quella di Sabrina. Diede dei rapidi colpi di cappella contro il mio clitoride. Non volevo che entrasse nella mia vagina, lo volevo nel culo. Ero consapevole di stare facendo una pazzia, ma ormai ero lì ed avevo anche pagato.
Stavolta fui io ad afferrare il suo pene. Inarcai leggermente la schiena per far scorrere quella riproduzione michelangiolesca verso il mio buco proibito. L'ansia mi avvolse, e respirai profondamente.
Per prima cosa sentii la cappella farsi largo nel sedere, poi l'ho sentii introdursi nella parete anale. Rimasi senza fiato e cercai di rilassarmi. Tutti i miei sensi esplosero intensamente. Una volta che sentii il pene completamente inserito nella cavità, la pressione sembro diminuire. La puttana che era in me usci prepotentemente. Il mio deretano sembrava abituarsi e da lì iniziò la travolgente cavalcata. Sentivo la pressione esercitata contro il clitoride dall'interno verso l'esterno.
Per completare l'opera, sentii una mano appoggiarsi delicatamente sul mio seno destro: era Sabrina. Aveva il viso completamente rosso ed era travolta in tutto e per tutto dal suo uomo.

Appena sentii la sua mano stringersi intorno al mio petto con maggiore intensità, capii cosa stava per succedere. La sua schiena si inarcò, i suoi spasmi diventarono più intensi, quasi smise di respirare e si poteva percepire solo un sibilo. Jamal estrasse rapidamente il pene dalla sua giovane passera e lei squirtò copiosamente sul petto del suo amante.
Ero impalata sul cazzo del mio uomo, e a quella vista anche lui si è arrapò a tal punto che il suo ritmo aumentò drasticamente, causandomi seri danni al mio ingresso posteriore, ma in quel momento me ne fregai, ero troppo eccitata.

Il bello doveva ancora venire.

Pensai che Sabrina fosse crollata devastata sul divano, ma mi sbagliavo. Eccola lì, in piedi davanti a me, che mi guardava in modo minaccioso. Notai che aveva in mano il membro di Jamal, lo spinse delicatamente dentro la mia passera e io esplosi. Appena il pene dentro il mio ano si ritraeva, mi penetrava quello nella mia passera, e viceversa.
La mia ex cognata si occupò della mia bocca inserendo la sua morbida lingua dentro di essa e io ricambiai il bacio. Con le sue piccole mani mi spingeva il seno verso l'alto.
Ero in balia degli eventi, non potevo muovermi in nessun modo, e neppure lo volevo. Fu lì in quel momento, in quella posizione, che raggiunsi l'orgasmo più intenso della mia vita. Mi sentii come una vergine, che veniva scopata per la prima volta. Non squirtai come la mia complice, ma i miei umori iniziarono a scorrere lungo il mio inguine, le mie gambe, il mio sedere, bagnando il divano sottostante.
Le due sculture di colore erano ancora davanti a noi, ne afferrammo uno a testa, e con le nostre abili mani e lingue facemmo raggiungere un intenso orgasmo, che raggiunse i nostri corpi come un fiume in piena. Rimanemmo nude sul divano. Appena se ne andarono, iniziai a ridere, e contagiai Sabrina.
Quella è stata la prima delle nostre avventure nell'isola tropicale, ma se ne scriverò ancora, dipenderà dalla mia voglia e fantasia.

Chiedo scusa per la mia scrittura, ma ammetto che ripercorrere questa avventura sessuale mi ha messo un po' in imbarazzo. Ero talmente in difficoltà che ho deciso di accelerare la parte sessuale; in realtà è durata molto di più, per nostra fortuna, ma trovo che leggere di sesso diventi noioso dopo un po'.
Devo ammettere che scrivere di questa avventura mi ha liberata di un peso e vi prometto, se avrete la cortesia di leggermi, che migliorerò.

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