Una vergine per il diavolo

Tratto dall eBook Una Vergine al Sabba, scaricabile su Amazon e tutte principali librerie onLine: i rituali sessuali e i misteri delle sette Sataniche, svelati da una strega Magistra oltre 12 anni or sono.

Giovanna, la giovane strega incontra il sesso del Diavolo per la prima volta. E' stata conservata vergine per il suo signore affinché il suo sangue fosse propiziatorio per l'avvento del Sabba, che si sarebbe consumato il giorno successivo, con la partecipazione degli adoratori della grande Dea madre.

Ancora in piedi cominciarono a carezzarmi e a baciarmi, mi stringevano e prendevano confidenza col mio corpo. Senza che nessuno me lo ordinasse, volli regalare soddisfazione al mio ospite e così mi abbassai sul letto con la testa e spalancai a dovere le labbra per riuscire a prenderglielo in bocca.

Ancora una volta lui apprezzò e mi accarezzò i capelli, sfiorandomi l’orecchio con le dita. Le ragazze non perdevano tempo e a turno mi slinguavano la fighetta con una maestria mai provata. Poi, come seguendo un rituale, si fecero ai mie lati e fecero in modo che io salissi sul letto, mi fecero preparare accovacciata, salendo sul bacino di quello strano essere dall’ enorme fallo.

Mi morsi il labbro immaginando di perdere la verginità proprio con un coso così grosso, di certo sarei stata male … proprio era deciso che dovessi soffrire!

Mi presero per le ascelle e mi poggiarono sul glande enorme a forma di fungo. Io mi poggiavo sulle dita dei piedi e con le mani mi sostenevo sul petto possente di lui. Le nostre due sorprendenti ancelle, mi tenevano in alto e senza sforzo, così anche per me iniziò una danza sul cazzo del “signore”.

Aiutata dai movimenti rotatori e sussultori che mi imprimevano, danzavo sulla cappella, come se fossi poggiata sulla testa di un perno di carne. Il grosso bastone mi seguiva docile, catturato dalle grandi labbra, il glande rosso e liscio era talmente spropositato, e inserito nelle mie grandi labbra, veniva risucchiato a ventosa, dalla mancanza di aria tra le nostre due superfici carnose: sembrava fatto su misura per la mia vagina vogliosa.

  • Domani notte – disse il “signore”, arrapato e pronto a farmi del tutto – ci sarà una grande festa, il Sabba e ripeteremo per il pubblico questa operazione … ma stanotte il piacere sarà solo nostro, va bene? A me la voce uscì tremante, avevo troppa voglia per dire di no – Siiii – dissi languida – fatemi per favore, mio signore, sfondatemi … adesso! Tutte le contorsioni e tutti gli aiuti delle giovani, il continuo lubrificare della mia vagina arrapata, non sarebbero mai riusciti a vincere, senza spaccarlo, la resistenza del mio imene virginale. Il mio velo di carne se ne stava lì, imperturbabile, come una trafila di acciaio, come un mastino, di guardia … solo con la forza e il dolore poteva essere vinto. Come un tuffatore che si decide a superare una prova terribile, ma necessaria, guardai negli occhi le mie collaboratrici erotiche e feci segno di si con la testa. Poi chiusi gli occhi e serrai il labbro inferiore tra i denti. Satana capì e si inarcò, rendendo la sua arma più offensiva che mai; contemporaneamente, le due ragazze mi calarono di peso sul cazzo che sembrava di pietra.

Il dolore lancinante mi.... CONTINUA A LEGGERE

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